SCHEDA DEL FILM

 DALL’'ALTRA PARTE DEL MARE

Miglior film al Santa Marinella Film Festival 2009

Miglior attrice a Gordana Miletic al Saturno Film Festival 2010

Altri festival a cui ha partecipato Premio Amidei 2009,  Gallio Film Festival, Lodi Film Festival, Festival di Annecy, Jewish - World Jewish Film Festival, Zagreb Film Festival, Festival del Cinema Indipendente di Foggia, Belgrade Film Festival

 

Regia JEAN SARTO

Supervisione alla regia VERONICA BILBAO LA VIEJA

Soggetto e sceneggiatura MONICA RAPETTI

Direttore della Fotografia ALDO DI MARCANTONIO

Fonico MICHELE TARANTOLA

Scenografa-Costumista  ERMINIA PALMIERI

Organizzatore BARBARA SPINA

Montaggio PATRIZIA CERESANI

Montaggio presa diretta MIMMO GRANATA

Musiche  ALESSANDRO MOLINARI

Edizioni musicali WARNER CHAPPEL

Durata  80 minuti

Produzione DREAM FILM S.r.l.

Produzione Esecutiva CARO FILM S.r.l.

Ufficio stampa REGGI&SPIZZICHINO COMMUNICATION                       

 

 

 

ATTORI

 

GALATEA RANZI   -  Clara

VITALIANO TREVISAN – Abele

GORDANA MILETIC – Tosca

FULVIO FALZARANO – Claudio

VIVIANA DI BERT  - Gigliola

ALESSANDRA BATTISTI – Franca

TONY ALLOTTA – Filippo

PAOLO SUMMARIA – Fabrizio.

DINO CASTELLI – Padre di Clara

 

 

SINOSSI

 

E’ un film che cerca di penetrare nel fondo dei sedimenti della memoria non per rimestare antichi dolori mai del tutto sopiti, ma per non rimuovere e dimenticare ciò che è accaduto.

        ….Sono un essere umano, un essere umano, sono un essere umano che vuole vivere…un essere umano.

E’ questo il grido disperato di Ka-Tzetnik 135633 nel suo libro dal titolo SHIVITI. E’ la storia di un sopravvissuto ad Auschwitz (Yehil De-Nur) con il numero marchiato nella carne del braccio sinistro, arrivato all’estremo limite di degradazione umana che dopo 30 anni ha accettato di rivivere l’esperienza del campo di concentramento con una terapia a base di LSD, sottoponendosi a 5 sedute chiamate Cancelli della Memoria. E’ uno dei due deportati di Auschwitz nella messa in scena sulla shoah da parte di una compagnia teatrale, l’altra è Tosca Marmor, ebrea-polacca intervistata all’inizio del film da Clara che aveva fatto un documentario su di lei a Parigi, dove entrambe vivevano ed erano diventate intime amiche.

Tutto comincia ai giorni nostri quando Clara che vive ancora a Parigi, viene chiamata dal regista Abele a Roma per collaborare a questa messa in scena. Si porta con sé il vecchio documentario girato nel ’79 e incontra altri attori che stanno provando. Insieme cercano di impostare i personaggi ma ben presto sorgono dei contrasti tra Abele e Clara sul modo di fare la rappresentazione: lei vorrebbe entrare dentro le esperienze singole, lui invece mantenere un tratto oggettivo.

A Trieste dove dovrebbe effettuarsi la messa in scena Clara ne approfitta per cercare suo padre scomparso quando lei aveva 8 anni. Viene a sapere di un suo passato oscuro.   Abele intanto cerca i luoghi adatti  per il suo teatro itinerante, ma non trova più i segni del passato e l’orrore provato visitando San Sabba, lo fa desistere dall’impresa: non si può esprimere l’inesprimibile e neanche rappresentarlo.

Clara  con il padre ritrovato riesce a lasciarsi alle spalle i suoi fantasmi e può finalmente guardare dall’altra parte del mare…

 

 
 
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